72 (di Dismorfismo corporeo o Dismorfofobia)

Si ricomincia a ragionare. Ma oggi è di altro che vi voglio parlare, perchè ultimamente questi episodi si fanno più soventi. Di nuovo.

L’altro giorno, uno di quei giorni in cui la bilancia è contenta e tutto sembra andare bene, mentre arrivo al lavoro mi guardo (come ogni giorno) nella vetrata che permette l’ingresso allo stabile, scorrendo all’approssimarsi della persona.
Insomma, mi vedo. Mi guardo. Mi osservo. Mi scruto. Ho una contrazione alla bocca dello stomaco, senso di oppressione al petto e voglia di vomitare, scappare e urlare.
Guardo i miei fianchi, le mie cosce e penso “Ma sono ancora così enorme?”.
Mi è capitato tre volte solo quella mattina. E ultimamente mi capita più volte.
E ho voglia di fuggire e di nascondermi. E’ odore di fallimento. E’ puzza di “nonostante tutto non ci sono riuscita”.

Poi li vedo i miei vestiti taglia 44-46. L’altro giorno ho dovuto comprare una 42, perchè il taglio dell’abito era troppo morbido e la 44 mi cadeva addosso.
E indossavo una 58-60. A volte una 62.
Eppure mi guardo le cosce negli specchi. Me le guardo dall’alto. E loro sono ancora gigantesche. Mi siedo e osservo come si dilatano, si espandono appoggiandosi alla superficie.

Le spazzolo, massaggio, incremo. Ma loro sono lì. Beffarde e invadenti.

L’altro giorno ho scambiato una mia maglietta per una di Lorenzo. Ovvio, la taglia è diversa ma era talmente piccola che non ho proprio pensato che potesse essere mia.
Eppure neppure questo è bastato.
Neppure vedere i miei pantaloni e metterli a confronto con i precedenti.

Voglio che passi di nuovo.
Perchè è una sensazione orribile.
Diana mi ha dato degli ottimi consigli.
Devo riuscire a seguirli tutti e forse anche qualcuno di più.

Ho indossato un abito, l’altro giorno. Mi sono mostrata a Vik. Lui mi ha ammirata. Ed io gli ho chiesto “Ma non si notano troppo i rotolini qui, qui e qui?”.

Lui mi ha risposto con una frase. Il mio Vik, quello che da dieci anni e mezzo affronta al mio fianco questa guerra. Una guerra della quale ho vinto tante battaglie dopo averne perse troppe. Una guerra che, evidentemente, non è ancora terminata.
Insomma, Vik mi ha detto:n”Tu ti guardi troppo con i tuoi occhi, ti guardi con gli occhi con cui solo una donna può guardare se stessa“.

Devo farne un ingrandimento e attaccarla al mio specchio.

76a77c2__mirror_pinupImmagine: http://tavaska.com/

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Specchio, specchio delle mie brame...
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6 risposte a 72 (di Dismorfismo corporeo o Dismorfofobia)

  1. Marzia ha detto:

    Forse devi mettere un po’ a dieta il tuo cervello e fargli capire che deve ragionare da magro ormai…
    Hai raggiunto veramente degli ottimi risultati.. 55 chili sono una persona in più che ti portavo dietro e ora è sparita!
    Fai bene quando ti prendono brutti pensieri a guardare le taglie e gli abiti che ora indossi..
    Mi sembra un ottimo escamotage x non soccombere alle trappole della mente..
    Magari se la vetrina bugiarda è quella del negozio entra e prova un bel vestito così le fai capire che ha bisogno di una bella pulita!!!
    Nella foto con il trofeo di Zumba ti si vedono gli ossicini delle spalle.. Proprio come ad una in forma.. Ah già tu lo sei!!!!
    Non abbatterti e resisti… Hai tutti i numeri x riuscire!

    • grimilde79 ha detto:

      Ecco. Le ossa delle mie spalle. Cerco di non guardarle troppo.

      Perchè dopo tanto tempo senza averle viste, sono quelle che mi scatenano il pensiero “forse potrei fare ancora di più”.
      Dettagli, piccolezze.
      Ma la me razionale prende il sopravvento quasi sempre 🙂

  2. elifox76 ha detto:

    Carissima,
    io mi sento come te la maggior parte delle volte, quindi non e’ che ti posso consigliare, ma c’e’ una cosa che ho notato con me e che potrebbe aiutarti. Spesso pensiamo che tutto vada bene, ci guardiamo e non ci piacciamo e vediamo tutto negative. Ma non e’ cosi’, e’ il contrario. Pensiamo che tutto vada bene, ma ci sono cose che sotto sotto ci preoccupano, ci fanno sentire inadeguate, ed allora ci guardiamo e vediamo quelle cose, non il ns corpo e tutto diventa negative. Io, quando mi guardo allo specchio e mi vedo enorme, mi chiedo spesso cosa ci sia in realta’ che mi faccia sentire inadeguata. Spesso c’e’ una risposta. Lo specchio riflette come ti senti!
    Un abbraccio grande!
    Eli

    • grimilde79 ha detto:

      Ciao Eli,
      mi piace questo spunto di riflessione. Non ho mai pensato che le mie “scivolate” potessero essere indicazioni di questo tipo. Le ho sempre viste come totalmente indipendenti dagli eventi, che potevano essere felici oppure no.
      Però proverò anche ad analizzarli meglio.
      Ricambio l’abbraccio :*

  3. Diana ha detto:

    La dismorfobia la diagnostica uno psicoterapeuta.
    E’ molto complicata, non è solo lo specchio il problema.
    Starei già bene.

    E’ complicato. E fa male.

    Se ne soffri, valuta di farti aiutare. O non se ne esce.

    • grimilde79 ha detto:

      E’ quello che mi disse la Dottora durante la terapia.
      Mi ha aiutato. Per quello e per i DCA (mi spiegò che erano collegati, almeno nel mio caso). Mi disse anche che probabilmente avrei avuto per tutta la mia vita momenti di “ricaduta”. Più spesso li ho nella direzione DCA. E forse per questo mi toccano ma mi spaventano meno.

      E per me lo specchio è “l’inizio”, quando smetto di essere razionale.
      E mi spaventa.

      E’ un po’ come quando penso “potrei digiunare stasera…”. Sono solo pensieri.
      Di per sè non sono problemi. Non sono il disturbo reale. Ma mi mettono sull’allerta.

      Sicuramente nel momento in cui dovessi rientrare nel “circolo” valuterei nuovamente un aiuto.
      Finora le armi che mi diede allora la Dottora riescono, anche attraverso al riconoscimento di questi segnali, a darmi la spinta per smuovermi e per affrontare.

      Però è vero: se non ci fosse stata lei, non sarei qui a parlarne. Non sarebbe solo un problema di “specchio” e della voglia di nascondermi dalla vergogna per i soli 10 minuti successivi. Probabilmente influenzerebbe del tutto la mia vita, come successe in passato. No, non è più così.

      E forse questo vuol dire esserne uscita. Forse sono solo ricordi che si fanno spazio.
      Però mi spaventano. Perchè non ci voglio tornare, a quella me.

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