Educazione alimentare?

Come è intuibile, ho sofferto di disturbi del comportamento alimentare che mi hanno portata ad un rapporto malato con il cibo.
Per anni il cibo è stato contemporaneamente il mio migliore amico nei momenti difficili e il mio più acerrimo nemico subito dopo. Mi sono fatta volontariamente del male, mangiando male e troppo, abbuffandomi e vomitando. Arrivando a pesare oltre 125 chili.
Poi, qualcosa nella mia testa è scattato. Complice, probabilmente, la nascita del mio primo figlio.
Ho pensato e riflettuto molto. Io ho avuto una sana educazione alimentare, ma la mia testa è andata per conto suo. Però in quel momento ho pensato a che razza di esempio avrei dato a mio figlio. Due genitori obesi. Una condanna.
E io ed il mio compagno abbiamo cambiato stile di vita.
Abbiamo introdotto più verdura e più frutta, abbiamo limitato le porzioni e abbiamo iniziato a fare movimento.
Mio figlio più grande (compirà tre anni tra un mese) è una buona forchetta. Mangia davvero di tutto, pur avendo i suoi gusti e le sue “voglie”. Mangia le verdure, adora il passato di verdura e divora qualsiasi frutto.
Non mi faccio grosse fisime nel controllare grassi, zuccheri e calorie, nella sua alimentazione, se non dal punto di vista qualitativo rispetto alle quantità. Prediligo olio EVO a burro e margarina. Alterno carboidrati raffinati ad altri integrali. E gli faccio assaggiare qualsiasi cosa.
Non gli nego il cucchiaino di cioccolato in polvere nel latte al mattino, né la mini-barretta di cioccolato al latte una tantum.
Ma cerco di mantenere un equilibrio “generale”.
Resto basita di fronte a bambini che ogni mattina si presentano con una brioches del bar per colazione o ad altri che, per merenda, alternano focaccione iper-unte a pizze gigantesche. Perché se già non è facile avere un’alimentazione corretta, diventa impossibile se non si ha nemmeno un’educazione su ciò che è sano e su ciò che non lo è.
Questo non significa che non conceda al mio quasi-treenne le patatine fritte se compriamo la pizza, che non gli dia wurstel o pizza, ma SA (o, almeno, per ora VEDE) che non è sempre così. Che queste cose sono “l’eccezione”.
In casa mia sono praticamente bandite merendine e schifezze varie. Però cerco di inventare piatti nuovi e golosi partendo da alimenti sani.

Il secondo bimbo è ancora in fase di svezzamento (9 mesi e mezzo), ma già mostra di essere sulla strada del fratellone.

Quello che mi interessa di più è renderli coscienti che alimentarsi in modo sano è fondamentale per prendersi cura di sé. E lo stesso vale per quella tentazione a cui cedere di tanto in tanto. Ma la cosa più importante è che sappiano riconoscere la differenza tra ciò che è buono e sano e tra ciò che è goloso, ma sano non è.
Voglio che un giorno abbiano in mano le armi e le strategie, qualora dovessero trovarsi –mio malgrado- a combattere la stessa battaglia che sto combattendo io.
Soprattutto visto che, nella nostra società, è ancora troppo diffusa la cultura del “che bel bimbo cicciotto, si vede che sta bene!”.

N.B. Questo post partecipa al blogstorming su questo tema

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7 risposte a Educazione alimentare?

  1. liberamente80 ha detto:

    …la penso esattamente come te.
    il mio piccolo (tre anni tra 2 mesi) comincerà anche la piscina. Tanto ci sarà tempo per il solito calcio. Abbiamo deciso insieme che oltre alla alimentazione sana occorre uno sport.

    E come il tuo anche Lo Smilzo mangia di tutto (anche peperoni e cipolla cruda se la trova) e non posso che essere contenta.
    Poi arriveranno gli anni delle schifezze, i cambiamenti ormonali, i pomeriggi dagli amici, le serate fuori.
    Educhiamoli ad una corretta alimentazione e lo sgarro settimanale non si farà sentire 🙂

    • grimilde79 ha detto:

      Condivido anche la questione “sport”, anche se per i treenni la scelta è limitata.
      Comunque anche io mi sto informando per la piscina, anche se qui pare che vogliano farti accendere un mutuo solo per entrare dalla porta O_o
      Ma credo sia comunque fondamentale anche far apprezzar loro “la vita in movimento”.
      Io spesso me lo porto nelle mie lunghe passeggiate 😉

  2. BiancaneveRossa ha detto:

    Brava….sul fattore dell’educazione alimentare sono perfettamente d’accordo. Tu pensa che le maestre di mia figlia ogni anno avvisano i genitori che non vogliono vedere nessun tipo di schifezza nelle mani dei bambini all’ora di merenda. Quindi no a patatine & Company. Sono donne in gamba e credo che questa cosa inciderà tanto sui “loro” bambini….
    Mia figlia a merenda, a scuola, mangia un paninetto al latte con prosciutto crudo o cotto, o fontina o una fetta di mortadella….Non mangia la nutella quindi nemmeno me la chiede perchè non le piace. Ha un chilo in più del suo peso giusto….Ha appena iniziato a fare ginnastica ritmica quindi credo che la cosa si risolverà da sola!
    Il piccolo invece (6 anni e 127 cm) è uno scofanato. Ha un fisico asciuttissimo e la pancina piatta ma mangia come un piccolo bue! Mangia cose sane…ma ha sempre fame! Mia suocera mi ha detto che mio marito era tale e quale!
    Bè dopo ciò ti dico che sono arrivata quasi a 2 chili.
    So che sono pochi ma almeno, anche se molto lentamente, sto scendendo!

    • grimilde79 ha detto:

      Intanto complimenti per i due chili. Meglio perderli lentamente (soprattutto quando sono pochi da perdere in totale!) perchè vuol dire che perdi massa grassa e non muscolo 😉
      I miei due sono entrambi piuttosto magrini (anche se hanno una bella ossatura robusta e una struttura forte), pur mangiando parecchio.
      Ma come il grande è sempre di corsa (giuro, dev’essere il suo lato milanese… corre di continuo), il piccolo si diverte un mondo a saltellare, gattonare e ballare.
      Non stando mai fermi, bruciano qualsiasi cosa…

      Ecco, un chilo in più non dev’essere fonte di preoccupazione, soprattutto perchè molti bimbi poi lo perdono o con lo sport o durante lo sviluppo.
      Bisogna solo fare attenzione che quel chilo non sia “l’inizio” (non parlo del tuo caso, perchè mi sembra che tu stia agendo già in tal senso) e, nel caso, aiutarli a trovare una via più corretta. E, anzi, penso tu abbia scelto la strada migliore (lo sport) invece di metterla a dieta come succede a qualche genitore un po’ troppo fissato che li piazza già davanti ad insalatine scondite e pesce lesso (creando la stessa diseducazione alimentare di coloro che li abbuffano di merendine).
      Spesso basta togliere qualche fuori pasto o iscriverli a qualche sport, esattamente come hai fatto tu!

  3. sarablogga ha detto:

    Non ho figli, ma la penso come te. La varietà e la qualità di ciò che mangiamo (bimbi e adulti) è fondamentale, è la base di tante cose, della salute in primis. Il paciugo ogni tanto è non solo lecito, ma credo anche dovuto, dopotutto siamo al mondo anche per goderci un po’ la vita no?

  4. vampirla ha detto:

    Che brava!!!! E poi, siccome non si smette mai di imparare, secondo me ai bambini se presenti le cose in modo curioso (Mario Bianco docet) e giocoso, li invogli sicuramente. Se penso alle schifezze che ho mangiato da piccola! Ma allora non c’era modo di informarsi come adesso… quindi non ci sono più scuse a mangiare male. Brava, brava brava!

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