73,9 (e la lettera alla me stessa 15enne)

Ma non è che ci sia da saltare di gioia. Era prevedibile visto che sono in semi-digiuno perchè sto malissimo. Ho un raffreddore pauroso e mal di gola. Butto giù giusto mezza tazza di latte con due-tre fette biscottate per riuscire a stare in piedi. Altrimenti farei digiuno totale per il senso di nausea che mi prende.

In quei numeri cerco di vedere l’unico lato positivo dello stare così male.

Ieri ho letto sulla CNN di un’intervista ad alcune donne importanti. La domanda era: “Cosa consiglieresti alla te stessa quindicenne?”

Io ci ho pensato un po’. Questo è quello che mi è venuto in mente:

Per essere amate davvero non serve essere perfette.
Tu non lo sai, ma scegliere QUEL ragazzo sarà la cosa peggiore che puoi fare per la tua già traballante autostima. Quello che hai, pur non essendo quello giusto, ti amerebbe comunque di più. E quando ti dirà, invitandoti a mangiare ancora, “a chi altri devi piacere?” rispondi “A ME STESSA!”.
Puoi dire anche dei NO, senza perdere l’affetto delle persone.
I  problemi degli altri devono essere lasciati sulle loro spalle, perché tu hai già i tuoi da gestire. Al massimo puoi star loro vicino, ma non caricarti il peso del mondo sulle spalle.
Mamma e Papà non si vergognano affatto di te solo perché sei grassa.
Puoi  aspirare ad amici intelligenti e acculturati, ne avrai conferma all’’Università.
Il cibo NON E’ la giusta valvola di sfogo e il vomito e il digiuno non sono la soluzione. E nemmeno tagliarsi. I tuoi occhi ti deformano, in quello specchio.
Non serve assumere atteggiamenti da donna vissuta e nemmeno bruciare le tappe, perché perderai solo il gusto consapevole di tante esperienze.
Puoi parlare alle persone che ti amano di quello che pensi, senti e provi. Non ti giudicheranno “imperfetta e manchevole”.
Non serve ingrassare tanto per nascondersi dal mondo. Chi ti amerà andrà oltre, il resto del mondo starà sempre e comunque fuori.
Abbraccia più spesso tuo padre e digli che sarebbe un Nonno perfetto, perché non potrai dirglielo quando nasceranno i tuoi figli.
Dì a tuo Nonno che per te sarà sempre una persona speciale, anche se tra poco non ti sarà più fisicamente vicino.
Abbraccia Daniele e Diego. Dì loro che sono due amici fantastici e che li ricorderai sempre.
Amati, ama, rischia, sii responsabile ma lasciati anche andare.
E smettila, ancora una volta, di pensare che serva essere perfetta per essere amata: lasciati amare per quella che sei. Tu vai bene così.

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Specchio, specchio delle mie brame...
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7 risposte a 73,9 (e la lettera alla me stessa 15enne)

  1. propriocomeaudrey ha detto:

    Si vede che a quella Grimildolina quindicenne, nonostante tutto, oggi tu le vuoi bene. E questo fa di te una persona grande (e una grande persona). Un abbraccio e guarisci presto !

    • grimilde79 ha detto:

      Sì, adesso che finalmente riesco a riguardarmi senza rimpianti, provo per lei un grande affetto. Non so se mi rende grande, ma spero mi serva ad avere una maggiore consapevolezza delle mie scelte future!

  2. liberamente80 ha detto:

    ecco, mi hai fatto venire gli occhi da panda…

    con il senno di poi è facile, ma saremmo capaci di scrivere una lettera a noi stesse cinquantenni?

    😦

  3. brisella ha detto:

    Mi sono commossa. Si vede che tante cose ti hanno fatta crescere presto, ma sei stata bravissima a metabolizzarle, nonostante la fase di sofferenza, e oggi sei una persona bella, consapevole e matura. Insomma, se la 15enne avesse saputo tutto queste cose avrebbe sofferto sicuramente meno, ma il risultato deve renderti orgogliosa di te stessa.

    • grimilde79 ha detto:

      Non è tutto merito mio, anche se sicuramente ho fatto la mia buona parte. Ma è anche grazie alla Dottoressa che mi ha seguita fornendomi delle chiavi di lettura dei miei comportamenti che uso ancora adesso, del mio compagno che ha cercato di sostenermi anche quando stavo per crollare, dei miei bambini che mi infondono forza e speranza, di mia madre che continua a dirmi di quanto sia orgogliosa di vedermi -finalmente- cambiata (ha sempre sofferto tanto per le mie batoste, per il mio essere “troppo buona” mentre mi vedeva soffrire un sacco) e più sicura e consapevole di me stessa.

      Se sto evolvendo, crescendo e migliorandomi, devo anche dire grazie a tutte le persone che mi dimostrano stima e affetto nei momenti di crisi. A quelle che mi dicono parole belle come le vostre e mi sostengono anche quando mi sembra di fallire un po’.

      Una parte del merito, va anche a tutte/i Voi 🙂

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